Ott 5, 2015 - Senza categoria    No Comments

Occasione persa

Ciao cari amici!

Dopo lo stop della partita con l’ Empoli, coinciso tra l’altro con la prima vittoria in serie A del Leone, ritorna questo piccolo e semplice editoriale.

Non vergogno a dirmi che in 29 anni di vita, quella di eri è stata la mia prima trasferta.

Sciarpa al collo(vecchia di almeno 20 anni), la mia dolce metà di fianco ed il pullman del Club Rione Giardino, non potevo chiedere di più.

La nostra epopea, perchè per chi ha fatto la trasferta con la Lazio sa di cosa si è trattato, è partita nel primo pomeriggio, forse verso le 15, con arrivo allo stadio ed entrata nel nostro settore alle udite udite 17 e 42.

Per fortuna l’atmosfera sul pullman era stata delle migliori: cori, barzellette e grasse risate. Dopo aver rischiato di partire da Fiumicino verso direzione ignota, una volta arrivati allo stadio, abbiamo raggiunto l’apoteosi!

Eravamo tanti, 4000 animali come ha detto qualche mio compagno di viaggio. Solo noi all’Olimpico, a cantare come i matti. Per inciso, io i laziali non li capisco: per me si tifa la squadra, non il presidente e io non pagherei mai il biglietto per assistere alla partita come se stessi guardando il gioco degli scacchi.

Tralasciando la prova scialba degli aquilotti, parsi più piccioni che rapaci, i nostri Leoni c’ hanno regalato un sogno. E’ vero però che poi purtroppo poi ci siamo svegliati e siamo pure caduti dal letto!

Io ho creduto alla nostra vittoria e rubando le parole di Mister Stellone, che a fine partita ha detto che ieri abbiamo dimostrato di valere la categoria, affermo che il Frosinone si salverà. Grattatevi, fate quello che vi pare, ma una squadra che gioca così ha il dovere di farcela, non può rimanere impelagata nei bassifondi.

Un piccolo appunto lo faccio a due subentrati: Tonev e Verde. La maglia del Frosinone non sarà quella del Celtic o della Roma, ma per noi è la più importante che ci sia, onoratela sempre. Può essere capitata una giornata storta, ma ora ripartite e date tutto per favore. Un plauso particolare lo voglio fare a Davide Bertoncini invece e a Daniel Pavlovic. Il primo perchè sta sempre al suo posto ed ha dimostrato, avevo pochi dubbi comunque, di poter fare la serie A, ed il secondo perchè si conferma terzino solido e di spessore ad ogni partita che disputa.

Un grosso appunto va fatto al servizio di sicurezza dell’olimpico. Non siamo terroristi islamici, nonostante la mia folta barba, non serve tenerci in ostaggio per mezz’ora buona. E’ vero, alcuni, sempre i soliti per chi bazzica Frosinone, hanno avuto comportamenti deprecabili, ma costituivano una minoranza. Eravamo molte famiglie, magari le altre tifoserie imparassero da noi.

Forza Leone, Viva Lodito!

Ciao a tutti e buona giornata.

 

Set 24, 2015 - Senza categoria    No Comments

Colpo Gobbo a Torino

Non me ne vogliate juventini di Ciociaria, ma il titolo è del tutto voluto.

Io, che mi divido tra FROSINONE e Inter, ho goduto ancor di più della finale di champions con il Bayern Monaco.

Ho potuto vedere solo il secondo tempo, quello della sofferenza, quello del:” la Juve poteva fare sei o sette goal”, quello del miracolo sportivo.

Tornato a casa dal lavoro, con il secondo tempo appena iniziato, mio padre mi fa:” Non c’hanno dato un altro rigore!” e penso ecco qua, stiamo di nuovo perdendo.

Poi aggiunge: ” Blanchard si è fatto il gol da solo” e la questione aperta con la fortuna ritorna a pervadermi la mente.

Guardo il secondo tempo, mi infurio per qualche passaggio a vuoto, per delle ripartenze che non ci sono, sembra di vedere di nuovo la partita di Bergamo, ma la Juve non chiude i conti.

La nostra linea Maginot arretra, ma non cede. Diakitè il solito baluardo, Blanchard fa il suo, Crivello è in difficoltà contro Cuadrado( e ci mancherebbe pure), Ciofani Matteo sparacchia più lontano possibile ogni pallone. Passano i minuti e la morsa allo stomaco si fa sempre più sentire, così come il senso di rassegnazione prende il sopravvento.

Nel primo numero di questa mia piccola disgressione forse un pò me la sono cercata sta botta di…

I palloni calciati dai giocatori juventini sembravano pilotati fuori dallo specchio della porta, grazie S.Ormisda e S. Silverio, i commentatori Sky continuavano ad incensare i nuovi acquisti della Juve, vedi Lemina e Cuadrado, ma questi bianconeri sembravano giochicchiare troppo con noi, tanto da quasi prenderci in giro, FINO AL MINUTO  92.

Soddimo Pennella e Leo Blanchard si riprende ciò che aveva sfortunatamente donato alle zebre.

Fortunatamente, e sarà così per tutto il campionato, molte squadre ci sottovaluteranno, perchè non conta cosa hai fatto in serie B,ma chi hai comprato per la serie A, poichè le squadre si valutano così, e non dal gruppo, dalla voglia di emergere di alcuni e di rivalsa di altri.

Continuateci a definire la squadra più debole della serie A, da ciò trarremo la forza e faremo punti. Magari non tantissimi, forse davvero pochi, ma ciò che conta ora è  che un domani ai nostri figli potremo dire: ” Abbiamo fermato la Juventus allo Stadium”.

Ora immagino le facce di qualche saccente giornalista. Non faccio nomi, anche se dubito possano leggere questo articoletto scritto da un ragazzo che esclusivamente si diletta.

Per la cronaca comunque: Destro 0, Blanchard 1. I milioni servono nel calcio, ma non sono tutto, altrimenti noi, come il Carpi, il Chievo ed altre realtà, non avremmo ragionare d’esistere.

Chiudo, perchè oggi non trovo le parole, ancora non ci credo. Leonardo Blanchard, tifoso juventino dalla nascita che sancisce con una capocciata tremenda la parità tra il Leone e la Juventus.

Colpo gobbo a Torino ed un cretino nella curva bianconera si vantava pure a fine partita…contento lui!

Alla prossima.

 

Set 22, 2015 - Senza categoria    No Comments

Il Momento del Frosinone Calcio

Eccoci qua.

Dopo quattro giornate ancora a quota zero. Alzi la mano chi si aspettava un inizio diverso. Sicuramente io per primo.

Tra i tifosi gialloazzurri molti non speravano in questo avvio da incubo, ma purtroppo è la triste realtà. Tutti noi fin dal principio sapevamo che l’impatto non sarebbe stato facile, ma ci siamo illusi che l’ossatura della squadra, poichè rimasta identica, sarebbe bastata anche per la serie A.

Analizzando queste prime quattro partite nel dettaglio, ho notato alcuni particolari:

– La difficoltà nel tirare in porta

– Una certa fragilità difensiva

– Tanta sfortuna

Questi tre elementi hanno caratterizzato ed influenzato il cammino dei canarini fino ad ora. I nostri avversari ci puniscono alla prima disattenzione, mentre la traversa di Bologna è in cima alla lista nel processo che porta alla santificazione. Tolta la parentesi negativissima di Bergamo, nessuno mai ha messo sotto la squadra della nostra città.

Se devo trovare delle motivazioni ai mancati risultati penso soprattutto che siano da ricercare nei meandri della psicologia. L’emozione e la paura di sbagliare fanno parte della persona umana, ma perseverare è diabolico. E’ ora di rialzare la testa e di osare di più, per non farsi inghiottire da questo vortice chiamato ansia da prestazione. Abbiamo le nostre armi, l’entusiasmo di una città, volgiamole a nostro favore, magari proprio a cominciare da Torino, anche se l’impresa appare titanica, ma siamo abituati a sorprendere, vedi l’inattesa e storica promozione della stagione scorsa.

Noto, con molto dispiacere, che in alcuni tifosi storici serpeggia una certa rassegnazione, sicuramente spinta da quello zero che ci fa languire in fondo alla classifica, in solitudine. A loro dico che abbiamo vissuto tempi ben peggiori, sui polverosi campi della D, quando mio padre partiva alla volta di Martinafranca ad esempio, quando esultavamo per il ripescaggio dai dilettanti all’allora C2.

La seria A è una favola per noi e come tale deve essere vissuta, credendo nel lieto fine, secondo me possibilissimo.

Sono molto fiducioso perchè conosco la mia terra. Siamo gente che si sacrifica, che lotta, che ogni giorno suda lo stipendio e che sta vivendo oggigiorno, tramite la squadra di calcio un meritato riscatto.

Restiamo uniti, sosteniamo i nostri beniamini e tutti uniti forse scriveremo un’altra pagina di storia, a dispetto dei gufi che vanno dicendo che chi giocherà contro di noi giocherà un’amichevole. Massima stima per Francesco Repice, uomo intelligente che non giudica un cavallo da come parte, ma da come arriva.

Ora lasciatemi togliere un piccolo sassolino, che poco ha a che fare con il calcio, ma che si lega profondamente alla serie A.

Nota a margine: Il massimo campionato doveva costituire un volano anche per il turismo della nostra terra, per la città in particolare. Bisognava spingere i tifosi avversari ad arrivare magari il giorno prima della partita e a visitare la ciociaria.

Strutture ricettive assenti ingiustificate, ma questa è un’altra lunga storia..

Amici io vi abbraccio e vi do appuntamento al prossimo articolo.

Dai Leone!

Set 22, 2015 - Senza categoria    1 Comment

Il mio nuovo MyBlog

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